Quando si parla diagenti AI in azienda, è facile immaginare soprattutto assistenti capaci di scrivere, riassumere documenti o rispondere alle domande dei dipendenti. Un’analisi pubblicata da Microsoftmostra però che il fenomeno sta iniziando ad andare oltre questi utilizzi e si sia spostato verso iprocessi aziendali.

Microsoft ha esaminato la telemetria di40.093 agenti enterprise realizzati con Copilot Studio, distribuiti su circa 2.000 tenant, nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 1° luglio 2026.

La produttività resta il punto di ingresso

Il64,6% degli agenti analizzatiappartiene alle categorie Internal Employee Productivity e User Support. Insiemegenerano il 58,9% dell’attività osservata.

È un risultato comprensibile. Cercare informazioni, analizzare dati, preparare testi, riassumere riunioni e assistere gli utenti sono problemi diffusi in quasi tutte le organizzazioni e rappresentano un punto di ingresso relativamente semplice per l’AI.

Anche all’interno di questa area, però, gli utilizzi stanno diventando più specializzati. Microsoft segnala, per esempio, che Developer & Technical Assistance è passato da circa il 4% dell’attività degli agenti nell’analisi di marzo al16% nel dataset maggio-luglio.

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Sta emergendo una lunga coda operativa

La parte più interessante dell’analisi si trova fuori dagli utilizzi più comuni.

Microsoft rileva agenti dedicati a:

  • Security & Compliance,
  • Supply Chain & Operations,
  • Finance & Accounting,
  • Healthcare
  • e altri domini.

Scendendo nel dettaglio compaiono attività come:

  • threat detection e response,
  • supporto clinico,
  • produzione e procurement,
  • logistica e fatturazione.

Singolarmente rappresentano quote più piccole. Nel loro insieme indicano però chegli agenti stanno iniziando a entrare nei processi operativi.

Microsoft individua tre caratteristiche ricorrenti:

  1. questi processi sono spesso strutturati e ripetibili,
  2. attraversano più sistemi o fonti dati,
  3. richiedono coordinamento tra persone, applicazioni e regole di business.

Dal copilota generalista all’agente specializzato

Qui è utile distinguere il fatto dall’interpretazione.

Ilfatto documentato da Microsoftè che nel campione analizzato la produttività domina ancora, mentre cresce una varietà di agenti specializzati inseriti nelle funzioni operative.

La deduzione è che questo cambi anche il modo in cui un’azienda dovrebbe cercare i propri casi d’uso AI.

Un assistente generalista può essere adottato trasversalmente. Un agente operativo, invece, deve conoscere molto meglio il contesto nel quale lavora: documenti, applicazioni, dati, autorizzazioni, passaggi tra persone e regole del processo.

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La domanda diventa quindi meno “quale modello utilizziamo?” e più“quale parte del nostro lavoro può essere affidata o supportata da un agente senza perdere controllo e affidabilità?”

Perché il processo viene prima dell’agente

Per una PMI o uno Studio Professionalepuò essere utilepartire dai processi che combinano attività ripetitive, consultazione frequente della conoscenza aziendale e passaggi tra sistemi diversi.

Non significa automatizzare tutto. Microsoft stessa richiama la necessità di combinare capacità adattive conesecuzione deterministica, supervisione umana, valutazione e governance.

L’agente diventa interessante quando non è un chatbot aggiunto al lavoro, ma un componente progettato intorno a un processo preciso.

Gol-IAsegue questa direzione collegando modelli, knowledge base e workflow in un ambiente unico.

L’obiettivo è portare l’AI più vicino ai processi mantenendo visibilità sulle informazioni e sugli strumenti utilizzati.

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