Gli agenti AI possono leggere documenti, interrogare strumenti e preparare un risultato.

Ma cosa succede quando il lavoro comprende centinaia di documenti, verifiche indipendenti o più fasi da coordinare?

In alcuni casi, distribuire il lavoro tra più agenti può essere utile. In altri, aggiunge soltanto complessità.

Il 9 ottobre 2026 Anthropic ha introdotto in beta i dynamic workflows di Claude Managed Agents. Questa novità permette a un agente di scrivere un programma che organizza più agenti in fasi, raccoglie i loro risultati e li combina.

Come funzionano i workflow multiagente

Nei dynamic workflows, l’agente principale prepara un programma di orchestrazione. Il programma può assegnare attività indipendenti a più agenti, eseguirle in parallelo e passare i risultati a fasi successive.

L’esecuzione avviene in background, mentre la sessione principale può continuare a interagire con l’utente.

Anthropic indica come esempi l’analisi di numerosi contratti, le migrazioni software, le ricerche approfondite e le verifiche incrociate.

È una funzionalità in beta, non un’automazione pronta per qualsiasi processo aziendale.

Mille agenti non significa mille agenti simultanei

La documentazione ufficiale distingue due limiti: un workflow può avviare fino a 1.000 agenti nell’intera esecuzione, ma il limite documentato è di 64 thread operativi contemporaneamente.

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Questi numeri rappresentano limiti della piattaforma, non una garanzia di qualità o di velocità.

Ogni agente consuma token; il programma deve inoltre gestire errori, passaggi tra fasi e ricomposizione dei risultati.

Anthropic raccomanda di fissare un budget di sessione e di indicare quando il sistema debba utilizzare un workflow, evitando di attivarlo per attività troppo piccole.

Quando conviene usare più agenti

La mia interpretazione operativa è che la scelta debba partire dalla struttura del processo, non dal numero massimo di agenti disponibili.

Un insieme di documenti indipendenti, da esaminare secondo criteri comuni, può essere suddiviso tra agenti specializzati. Una fase successiva può confrontare i risultati e identificare eventuali lacune.

Diverso è il caso di una pratica nella quale ogni decisione dipende da una precedente autorizzazione: qui servono soprattutto gestione dello stato, regole di business e controlli. Aggiungere agenti non elimina queste dipendenze.

Per valutare la convenienza bisogna misurare tempo complessivo, costo per pratica completata, accuratezza, copertura dei casi ed errori di coordinamento.

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I controlli da prevedere in azienda

Prima di affidare a più agenti un processo reale è utile definire responsabilità, strumenti consentiti, criteri di verifica e modalità di gestione delle eccezioni.

C’è anche un aspetto tecnico spesso trascurato: secondo la documentazione Anthropic, gli agenti condividono l’ambiente di esecuzione e alcune credenziali di sessione, pur avendo contesti conversazionali separati. Più agenti non equivalgono automaticamente a più isolamento o più sicurezza.

Quello che dobbiamo chiederci è: il lavoro è realmente parallelizzabile e il risultato complessivo resta verificabile?

Gol-IA può applicare lo stesso criterio alla progettazione dei workflow documentali, distinguendo attività indipendenti, controlli e passaggi decisionali. L’obiettivo è introdurre agenti dove migliorano il processo, non moltiplicarli senza una necessità misurabile.

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