Il rapporto “THE 2028 GLOBAL INTELLIGENCE CRISIS” presenta un esercizio di pensiero controintuitivo che ipotizza una crisi economica globale nel 2028, innescata paradossalmente dal successo dell’intelligenza artificiale.
Gli autori, Citrini e Alap Shah, esplorano uno scenario in cui l’abbondanza di intelligenza artificiale porta a una disoccupazione di massa dei colletti bianchi, distruggendo il potere d’acquisto dei consumatori e mandando in crisi il mercato dei mutui e del credito privato.
Il documento descrive una spirale di feedback negativo dove le aziende riducono i costi del personale per investire in tecnologia, finendo però per erodere la propria base di ricavi in un’economia priva di attrito.
Il paradosso del “Ghost GDP” causato dall’AI
Attraverso l’uso di “Ghost GDP” e il crollo dei settori di intermediazione, viene illustrato come l’AI possa trasformarsi da volano di produttività a minaccia sistemica per la stabilità finanziaria. Il Ghost GDP (o PIL fantasma) è un termine utilizzato per descrivere quella produzione economica che risulta nei conti nazionali ufficiali ma che non circola nell’economia reale. Questo fenomeno si manifesta quando l’intelligenza artificiale genera un massiccio aumento della produttività e dell’output nominale senza che ciò si traduca in un beneficio per il ciclo economico basato sul consumo umano.
La narrazione funge da avvertimento per gli investitori attuali affinché riconsiderino il valore della scarsità dell’intelligenza umana nei modelli economici futuri.
Voi cosa ne pensate? Ditemelo nei commenti!
Qui trovate potete leggere il rapporto originale sull’impatto dell’AI:
THE 2028 GLOBAL INTELLIGENCE CRISIS


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