Google ha appena svelato la sua prima campagna pubblicitaria realizzata interamente con l’Intelligenza Artificiale. Il risultato è uno spot ironico e leggero, in cui un tacchino scappa dalla fattoria usando la modalità AI di Google Search per trovare un luogo dove il Giorno del Ringraziamento non esiste.

L’iniziativa, inserita nella serie “Just Ask Google“, vuole dimostrare che le nuove funzioni di ricerca basate sull’AI possono diventare parte della vita quotidiana, anche per chi è scettico nei confronti della tecnologia.

Il contesto della campagna

Negli ultimi mesi, le piattaforme digitali sono state invase da contenuti pubblicitari generati con strumenti come Veo 3 di Google e Sora di OpenAI. In questo scenario, Google ha deciso di entrare ufficialmente con una proposta che mette al centro l’emozione, piuttosto che la tecnologia stessa. Lo spot, trasmesso negli Stati Uniti su TV, cinema e, a partire da sabato, sui canali digitali, è il primo esempio concreto di come i Strumenti AI possano supportare la fase creativa di una campagna pubblicitaria.

La genesi dell’idea

Secondo Robert Wong, responsabile del Google Creative Lab, l’idea è nata prima ancora di scegliere gli strumenti di produzione.

Volevamo evocare la nostalgia delle animazioni di fine anni ’80 e ’90, quei classici special natalizi che tutti ricordiamo“, ha spiegato Wong al Wall Street Journal. Solo successivamente è stato deciso di realizzare il progetto con Veo 3 e altri Strumenti AI. Questa sequenza di scelte dimostra come l’Intelligenza Artificiale possa essere integrata nella fase di prototipazione, lasciando spazio alla creatività umana per la rifinitura finale.

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Perché Google non ha voluto evidenziare l’uso dell’AI

Un aspetto curioso della campagna è la scelta di non mettere in evidenza il ruolo dell’AI nella produzione. Wong ha commentato: “Oggi nel marketing sembra che molti siano ubriachi di AI, la usano solo per poter dire di averla usata. Ma il pubblico non si chiede se un annuncio è stato fatto con l’intelligenza artificiale, si chiede se lo emoziona“. L’obiettivo è quindi far percepire l’AI come un alleato silenzioso, capace di rendere più fluida la fase di sviluppo senza rubare la scena alla narrazione.

Un approccio diverso rispetto ad altri brand

Alcune campagne recenti, come quelle di Toys “R” Us o Coca‑Cola, hanno suscitato critiche per l’effetto “uncanny valley“, dove i volti generati digitalmente risultano quasi umani ma al tempo stesso disturbanti. Google ha evitato questo rischio scegliendo un protagonista animato, un tacchino, che mantiene un tono giocoso e familiare. Nessuna persona reale è stata generata artificialmente, riducendo così la possibilità di creare un effetto di disagio nel pubblico.

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Il ruolo dell’AI nella produzione pubblicitaria

Wong sottolinea che l’AI è particolarmente utile nella fase di prototipazione. “Usiamo Veo per sviluppare le prime versioni degli spot, ma poi intervengono registi, attori e produttori per realizzare la versione finale. L’AI è un aiuto creativo, non un sostituto“, chiarisce. Marvin Chow, vicepresidente marketing di Google AI e DeepMind, aggiunge che l’obiettivo è integrare l’Intelligenza Artificiale nella vita quotidiana senza renderla protagonista assoluta. Mostrare un uso leggero e divertente è, a suo avviso, il modo migliore per ridurre le paure ancora diffuse sull’AI.

Prospettive future e impatto sul mercato

Google non intende sostituire l’intera produzione pubblicitaria con l’AI, ma riconosce che il suo impiego diventerà presto normale, come è avvenuto per Photoshop. “Ci saranno sempre cattive pubblicità, con o senza AI. La differenza la fanno le persone dietro gli annunci. L’unico antidoto alla banalità resta la creatività umana“, conclude Wong.

La campagna “Just Ask Google” prevede anche un seguito in versione natalizia, previsto per dicembre, che mostrerà come l’AI possa adattarsi a diversi contesti stagionali.

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Le implicazioni per i professionisti del marketing

Per gli esperti di comunicazione, l’arrivo di spot interamente generati con Strumenti AI rappresenta sia una sfida che un’opportunità. Da un lato, la necessità di comprendere le potenzialità e i limiti di queste tecnologie è più pressante che mai; dall’altro, la possibilità di accelerare il processo creativo e di testare rapidamente più concept può tradursi in un vantaggio competitivo. Tuttavia, come sottolineato da Chow, la chiave rimane la capacità di raccontare storie che emozionino, indipendentemente dal mezzo utilizzato.

In sintesi:

Che cosa ha realizzato Google con l’Intelligenza Artificiale?

Il primo spot pubblicitario interamente generato con Veo 3 e altri Strumenti AI, incentrato su un tacchino in fuga.

Qual è la strategia di Google nell’uso dell’AI?

Utilizzare l’AI per la prototipazione e il supporto creativo, lasciando la fase finale a registi e attori umani.

Quali benefici può portare l’AI ai professionisti del marketing?

Accelerare la fase di ideazione, testare più concept rapidamente e mantenere la creatività al centro della comunicazione.


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